a cura dell’Avv. Giuseppe Musella (Membro Consiglio Direttivo ADU Italia)
L’introduzione della nuova piattaforma informatica SpediGius, destinata a gestire – tra le altre – le istanze di liquidazione per i difensori d’ufficio e per i soggetti ammessi al patrocinio a spese dello Stato, sta generando profondo disagio e forti rallentamenti nell’attività quotidiana degli Avvocati.
ADU Italia ritiene doveroso intervenire con una nota istituzionale pacata, ma ferma, per porre in luce un quadro operativo che, anziché semplificare le procedure, sta determinando un evidente regresso rispetto agli strumenti precedentemente in uso (cd. SIAMM).
È motivo di forte sconcerto constatare come un sistema digitale attivato nel 2026 possa presentare lacune e criticità organizzative persino maggiori rispetto alla precedente piattaforma di Istanza Web.
L’obiettivo primario di ogni innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione dovrebbe essere l’efficienza e la trasparenza; al contrario, lo stato attuale del portale priva i professionisti della possibilità di esercitare un controllo effettivo e un minimo governo sullo stato d’avanzamento delle proprie liquidazioni.
Entrando nel merito delle problematiche quotidiane riscontrate dai Colleghi, le criticità di maggiore impatto riguardano in primo luogo la scelta, del tutto irragionevole, di modificare il numero identificativo originario dell’Istanza Web (IW).
Questa variazione rende di fatto impossibile la ricerca e il tracciamento rapido delle pratiche pendenti, costringendo i difensori a verifiche farraginose, accentuate dal fatto che l’originario codice IW risulta talvolta visibile solo tra gli allegati interni alla singola istanza, peraltro non consultabili per disfunzioni informatiche.
Non solo la modalità ricerca per sede giudiziaria o generalità delle parti è stata resa molto difficoltosa dal momento che, nella versione attuale del sistema operativo, è necessario inserire un ristretto arco temporale di tre mesi relativo all’invio delle istanze.
In poche parole, non è più possibile ricercare rapidamente le istanze facendo riferimento ai suddetti parametri.
A questi problemi si aggiunge un’ulteriore omissione incomprensibile: la mancanza in numerose istanze dell’indicazione del nome e del cognome della persona assistita.
La consultazione dell’elenco delle pratiche è diventata così estremamente disagevole, obbligando il singolo Avvocato ad un lavoro di decodifica manuale per associare ogni posizione al rispettivo assistito.
Il quadro si complica ulteriormente nella fase terminale del processo di liquidazione.
Le istanze giunte allo stato di “lordo esecutivo” e pronte per l’emissione della fattura non appaiono organizzate secondo un rigoroso ordine cronologico o temporale, creando confusione ed errori nella gestione dei flussi di fatturazione.
A ciò si affianca l’improvvisa soppressione dell’invio automatico delle PEC di notifica per i cambi di stato della pratica, un servizio essenziale che fino ad oggi garantiva al professionista un aggiornamento tempestivo sull’iter.
Infine, si registrano con frequenza e preoccupazione episodi in cui le istanze regolarmente inviate vengono rifiutate dagli operatori di cancelleria con la motivazione che i dati risultano mancanti o invisibili, nonostante il difensore li abbia puntualmente e correttamente inseriti nel sistema al momento del deposito.
Tutto questo insieme di disfunzioni si traduce inevitabilmente in un accumulo di ritardi che va ad aggravare i tempi di attesa già storicamente lunghi per l’ottenimento dei compensi.
ADU Italia sottolinea come non sia accettabile che il diritto di credito del professionista sia ostacolato da malfunzionamenti tecnici o da scelte di architettura informatica poco funzionali.
Per queste ragioni, ADU Italia chiede formalmente ai responsabili tecnici e alle Istituzioni competenti di intervenire con la massima urgenza per risolvere i problemi segnalati, disponendo in particolare:
ADU Italia auspica un rapido riscontro e l’apertura di un canale di risoluzione tecnica per restituire piena funzionalità ed efficienza a uno strumento fondamentale per la tutela del lavoro dei difensori.