Al Ministero dell’Economia e delle Finanze
Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato
Al Ministero della Giustizia
Dipartimento per gli Affari di Giustizia
Direzione Generale per le Risorse Materiali e le Tecnologie
Alla cortese attenzione dei Ministri e dei Dirigenti competenti
Oggetto: richiesta urgente di incremento e tempestiva erogazione degli stanziamenti per le spese di Giustizia – liquidazioni difese d’ufficio e patrocinio a spese dello Stato
Illustrissimi,
con la presente, l’Associazione Italiana Difensori d’Ufficio – ADU Italia si rivolge con urgenza ai competenti Dicasteri per segnalare una grave criticità che incide direttamente sulla funzionalità del sistema giustizia e sulla dignità professionale degli avvocati che prestano attività nell’ambito della difesa d’ufficio e del patrocinio a spese dello Stato.
In particolare, si evidenzia che gli stanziamenti annui per le spese di Giustizia, con specifico riferimento alle liquidazioni delle competenze professionali, risultano del tutto insufficienti rispetto ai fabbisogni comunicati dai Funzionari Delegati dei singoli Fori. Secondo quanto emerso dalle segnalazioni ricevute da numerosi referenti territoriali, gli stanziamenti del primo quadrimestre 2025 si sono esauriti già a metà del terzo mese (marzo) presso diversi Tribunali e Corti d’Appello.
Tale esaurimento anticipato – dovuto a stanziamenti originariamente inferiori rispetto alle reali necessità segnalate dai competenti dei Tribunali e delle Corti d’Appello – produce nell’anno di competenza un effetto distorsivo di rilievo: le liquidazioni inevase vengono rinviate e imputate ai fondi residui dell’anno successivo, determinando un meccanismo di progressivo accumulo. Ne consegue la crescita esponenziale delle liquidazioni afferenti a un determinato esercizio che gravano sul fondo residui dell’anno seguente, con evidenti ripercussioni sul regolare funzionamento delle liquidazioni future. Negli ultimi anni, viene segnalato che non vi è stata copertura sufficiente a onorare tutte le fatture emesse nel terzo quadrimestre.
A ciò si aggiunge che soltanto nella seconda settimana del mese di giugno 2025 risultano accreditati gli stanziamenti relativi al secondo quadrimestre, determinando un ulteriore slittamento delle attività di pagamento, che già di per sé avvengono a notevole distanza dall’espletamento dell’attività defensionale svolta, con gravi danni per i professionisti coinvolti e per l’effettività della tutela giurisdizionale.
In tale contesto, si richiama l’attenzione anche sulle modalità tecniche attraverso le quali avviene la gestione contabile e amministrativa delle liquidazioni. Tenuto conto della variabilità e non sempre prevedibilità delle tempistiche di accreditamento dei fondi, nonché della difformità tra l’importo accreditato e il fabbisogno comunicato, i pagamenti vengono effettuati, nei limiti delle risorse umane, temporali e finanziarie disponibili, secondo l’ordine cronologico di trasmissione dei fascicoli contabili dagli uffici giudiziari competenti – tra cui l’Ufficio Spese Anticipate dall’Erario presso le Corti di Appello – con imputazione della spesa sui fondi in conto competenza o in conto residui, a seconda dell’anno di emissione della fattura o di iscrizione al registro delle spese anticipate dall’erario per le liquidazioni non soggette a fatturazione.
Tale procedura si svolge nel rispetto delle norme di contabilità di Stato e delle disposizioni ministeriali, secondo cui al debito dell’anno corrente si provvede con i fondi accreditati in conto competenza, mentre ai debiti residui degli anni precedenti si provvede con i fondi annuali in conto residui.
Le diverse cancellerie civili e penali dei Tribunali e delle Corti d’Appello svolgono l’attività preliminare di acquisizione delle richieste di liquidazione, gestione degli adempimenti e trasmissione degli atti all’Ufficio delle Spese Anticipate dall’Erario (ex Mod. 12), cui spettano il controllo e l’accettazione delle fatture, l’iscrizione al registro, la formazione del fascicolo contabile e il successivo inoltro all’Ufficio del Funzionario Delegato. Quest’ultimo cura infine gli adempimenti conclusivi della procedura, sulla base della disponibilità dei fondi e dei vincoli di competenza e cassa.
Orbene, atteso che l’attività del difensore d’ufficio e quella svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato riguardano ormai complessivamente ben oltre la metà del contenzioso penale nelle aule di giustizia italiane, l’ADU Italia sollecita con urgenza:
Confidando nella sensibilità e nella cooperazione delle Istituzioni, si resta a disposizione per un incontro urgente volto a rappresentare in modo diretto la gravità della situazione e ad individuare, con spirito collaborativo, soluzioni sostenibili e strutturali.
Napoli/Roma, 16 giugno 2025 Il Presidente di ADU Italia
Avv. Riccardo Rossi