ADU Italia adesione all’astensione UCPI 5 6 e 7 maggio 2025

Oggetto: adesione all’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025

 

Nel contesto dell’attuale dibattito politico e normativo in materia penale e penitenziaria, l’Unione delle Camere Penali Italiane ha proclamato per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025 un’astensione dalle udienze penali e da ogni attività giudiziaria, quale forma di protesta contro le recenti scelte legislative in tema di sicurezza e gestione della detenzione.

Tale decisione trae origine dall’approvazione del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48, che ripropone sostanzialmente i contenuti già previsti nel precedente disegno di legge denominato “pacchetto sicurezza”. Le norme introdotte, già oggetto di critiche in fase di esame parlamentare, vengono nuovamente contestate sia nel merito sia nel metodo.

In primo luogo, si sottolinea l’ennesimo ricorso improprio del decreto-legge, in assenza dei presupposti costituzionali di straordinaria necessità e urgenza, peraltro mentre era in corso un’ampia discussione parlamentare.

Nel merito, si contesta l’introduzione di norme gravemente lesive dei principi fondamentali di proporzionalità, tassatività e offensività che informano la costruzione della norma incriminatrice costituzionalmente orientata. Si denunciano, invero, l’ennesima introduzione di nuovi reati, l’inasprimento indiscriminato delle pene, l’aggiunta di aggravanti prive di coerenza sistemica, e l’estensione delle cause ostative alle misure alternative alla detenzione. Ancora maggiore preoccupazione desta l’evidente tendenza alla criminalizzazione delle fasce marginali della popolazione e dei fenomeni di dissenso, in aperto contrasto con una visione umanistica e costituzionalmente orientata del diritto penale di matrice liberale.

Altro punto centrale della protesta è la prospettiva di ulteriore crescita della popolazione carceraria, in evidente antitesi con l’endemico e strutturale sovraffollamento degli istituti di pena italiani. A dimostrazione della drammaticità della situazione, si richiama l’inquietante dato relativo ai suicidi avvenuti in carcere: nel solo primo trimestre del 2025 si contano già 28 detenuti deceduti per suicidio, a fronte dei 90 dell’intero anno 2024, record mai raggiunto prima.

In tale scenario, si condivide il rilievo secondo cui le misure previste dal Governo – quali il potenziamento edilizio e l’assunzione di nuovo personale – appaiono inadeguate e tardive.

Ancora più condivisibile la critica alla proposta di installazione di moduli o blocchi detentivi prefabbricati all’interno delle carceri esistenti, assimilabili a contenitori disumanizzanti, incompatibili con ogni idea moderna di trattamento rieducativo e di architettura penitenziaria, ed idonei unicamente al contenimento fisico dei detenuti, con il rischio di ulteriori compromissioni del diritto all’affettività, al lavoro e alla socialità, diritti riconosciuti anche dalla giurisprudenza costituzionale più recente (sentenza n. 10/2024).

Si denuncia, inoltre, l’assenza di politiche volte a ridurre in modo strutturale il ricorso alla detenzione, il costante ricorso alla custodia cautelare in carcere in violazione dei criteri di eccezionalità, l’inefficace applicazione delle pene sostitutive introdotte dalla riforma Cartabia e la difficoltà di ottenere benefici penitenziari, anche quando sussistono i presupposti, la impossibilità di svolgere attività inframuraria di prevenzione delle situazioni di disagio psichico dei detenuti, e dei gesti estremi che sempre più ne conseguono.

Infine, il deliberato dell’U.C.P.I. sottolinea come le scelte normative in atto rappresentino un uso distorto e simbolico del diritto penale, ridotto a strumento propagandistico più che a mezzo di tutela sociale, auspicando che il Parlamento, in sede di conversione del decreto-legge, rinunci alla logica emergenziale e avvii un ripensamento complessivo delle politiche penali, nel pieno rispetto della Costituzione.

Alla luce di queste considerazioni, ritenendo pienamente condivisibili le motivazioni politiche e le finalità di stimolo di un dibattito pubblico quanto più ampio possibile anche tra l’Accademia, la Magistratura e la società civile, sottese all’iniziativa di protesta promossa dall’Unione delle Camere Penali Italiane, la Giunta di ADU Italia, nel rispetto dei ruoli istituzionali e degli scopi sociali dell’Associazione, comunica la piena partecipazione alla suddetta astensione così decisa, invitando, altresì, tutti i propri associati a depositare nelle rispettive proprie udienze penali le motivazioni dell’astensione, così come redatte e precisate dalla Giunta dell’U.C.P.I. in data 12 aprile.

Napoli, 18 aprile 2025                                                                                      La Giunta di ADU Italia